I PERCORSI

Un percorso di educazione alimentare è un insieme di interventi che si susseguono entro un preciso lasso temporale e che sono accomunati dalla trattazione dello stesso argomento. Ad esempio, un percorso che tratta l'argomento Alimentazione e sport potrà essere composto da tre interventi, che verranno realizzati in un mese e che tratteranno rispettivamente le tematiche L'alimentazione, L'alimentazione e l'attività fisica, Strumenti di controllo delle proprie abitudini alimentari e dell'attività fisica.
Ma come pianificare un percorso di educazione alimentare? Come coordinarlo? Come adattarlo al contesto? Come integrarlo con altri percorsi? Che esperti contattare? In che orizzonte temporale proiettarlo? Sono queste le domande che, ad esempio, si fa un insegnante al quale è stato affidato il compito di attivare un percorso di educazione alimentare nelle proprie classi.
Alla luce degli interventi effettuati finora si può affermare che i percorsi di prevenzione e promozione della salute, fra i quali rientra anche l'educazione alimentare, sono maggiormente efficaci quando sono proiettati nel lungo periodo (da 5 a 10 anni) e strutturati con adeguati abbinamenti di strategie, con obiettivi sia a breve che a lungo termine e collocati in un rete di educazione alimentare che coordina i vari percorsi, rendendo più omogenea possibile la loro distribuzione in un certo territorio.
In Italia questa situazione ideale stenta però a diffondersi su larga scala, in quanto l'organizzazione e la gestione degli interventi di educazione alimentare è purtroppo soggetta al cambio delle amministrazioni pubbliche (e quindi ai fondi che esse possono erogare a tale scopo), alle disponibilità dei fondi delle scuole, al cambio degli insegnanti, all'interesse di ragazzi e genitori ecc. Gli interventi, inoltre, sono in genere organizzati in prevalenza dalle scuole, mentre si fa poco per il resto della popolazione; gli interventi solo a scuola sono di per sé poco efficaci se i bambini poi tornano a casa da genitori poco informati in materia.
Per avere una rete di comunicazione ed educazione alimentare ben coordinata ed omogenea su tutto il territorio, provincia o regione che sia, è quindi necessario l'impegno congiunto di insegnanti, genitori, amministratori, aziende alimentari ed esperti (dietologi, tecnologi alimentari, cuochi ecc). Non è un traguardo facile e di veloce realizzazione, ma facendo un passo per volta e collaborando in modo interdisciplinare si può ottenere tutto.
La trattazione delle discipline scientifiche, quindi anche dell'educazione alimentare, prevede l'uso di un preciso linguaggio di comunicazione, che spesso i mass media ignorano o usano in modo improprio. Un esempio? Il termine dieta, che comunemente viene inteso come "regime alimentare restrittivo volto alla perdita di peso"; in realtà questo vocabolo in greco significa "stile di vita" e sta ad indicare tutte le attività della giornata, alimentazione compresa, che se corrette ed in sinergia fra loro permettono di mantenere un buono stato di salute. Da questo esempio si può comprendere l'importanza del linguaggio di comunicazione scientifica.
Tornando alle domande poste all'inizio, come si pianifica un percorso di educazione alimentare? La costruzione degli interventi che compongono il percorso deve essere effettuata in base a diverse variabili, quali: numerosità dei partecipanti, età, sesso, contesto, livello di istruzione in materia ecc. In questo sito si proporranno percorsi didattici "standard", che potranno essere poi personalizzati in base alle variabili della situazione, e si offrirà la consulenza per la pianificazione di percorsi di educazione alimentare creati ad hoc. La realizzazione degli interventi sarà poi perseguita tramite la scelta degli strumenti e dei metodi più adatti.
In linea di massima la progettazione di un percorso di educazione alimentare dovrebbe seguire le seguenti tappe, possibilmente nell'ordine temporale in cui sono indicate:

1. Identificazione del target (bambini, genitori, insegnanti, adulti, sportivi ecc)

2. Identificazione del contesto (scuola, festa enogastronomica, corso, serata a tema ecc)

3. Stima della numerosità dei partecipanti

4. Scelta dell'argomento da trattare (ad esempio "Importanza della prima colazione") e del suo grado di approfondimento, in base alle caratteristiche del target

5. Collocazione del percorso all'interno di una rete di comunicazione ed educazione alimentare (se esistente), con riferimento ad un preciso territorio (regione, provincia, comune ecc). Si tenga presente che i percorsi educativi che fanno parte di una rete devono essere logicamente connessi fra loro, ad esempio bisogna evitare doppioni fra i vari percorsi

6. Definizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere tramite il percorso designato, sia a breve che a lungo termine

7. Scelta del numero di incontri e definizione della tempistica (ad esempio tre incontri di un'ora ciascuno, da realizzarsi in un mese)

8. Scelta del metodo, ovvero le strategie attuate per la pianificazione e la coordinazione del percorso di educazione alimentare (dibattito, lezione frontale, progetto, ricerca, intervista, convegno, animazione ecc)

9. Scelta degli strumenti, cioè i sussidi utilizzati per condurre l'intervento; in sostanza si tratta del materiale, cartaceo e/o multimediale, utilizzato sia da chi conduce l'intervento che da chi lo segue (diari alimentari, presentazioni video, cartelloni, opuscoli ecc)


10. Pianificazione del lavoro di preparazione

11. Organizzazione del gruppo di lavoro, tramite la definizione di compiti precisi affidati a ciascun componente. Se si lavora da soli basta realizzare la fase precedente.

12. Consultazione di un esperto, se necessario, in forma diretta (con partecipazione agli interventi) o indiretta (con semplice consulenza sui contenuti)

13. Definizione della scaletta per ogni intervento. Si consiglia anche di stampare i contenuti relativi all'argomento trattato, compresi quelli che si pensa di non dover dire, non si sa mai che la memoria giochi brutti scherzi

14. Interventi

15. Verifica dell'efficacia (con questionari, quiz ecc)

16. Post percorso. Questa fase consiste nel seguire i soggetti che hanno partecipato agli incontri anche in seguito alla conclusione del percorso. Basta fornire i contatti (in genere basta l'e-mail o il sito internet) ai quali le persone interessate possono rivolgersi per domande, dubbi, curiosità ecc 


Per la realizzazione di un percorso di educazione alimentare possono essere utili diversi strumenti e metodi, ognuno dei quali possiede specifiche caratteristiche e utilità, come potrete vedere nelle pagine ad essi dedicate.


siete in: Educazione alimentare - Percorsi