EDUCAZIONE ALIMENTARE IN MENSA

L’educazione alimentare scolastica non si realizza solo in classe, ma anche in mensa. Questo momento conviviale, condiviso da insegnanti e alunni, rappresenta infatti un punto cardine per la promozione di una corretta alimentazione e per l’individuazione e la prevenzione di disturbi del comportamento alimentare.
Non bisogna quindi pensare alla mensa solo come ad un espediente per colmare il monte ore, ma come ad un’opportunità per fare educazione alimentare e trasmettere, con il proprio esempio, dei modelli alimentari positivi.
Il fatto che a molti alunni non piaccia mangiare in mensa è risaputo, ma non è colpa solo delle cattive abitudini alimentari spesso apprese in famiglia, dipende anche dalle caratteristiche della sala mensa. Mettetevi un po’ nei panni di un bambino e provate a immaginare quanta voglia avreste di mangiare nella mensa della vostra scuola. Tranne poche lodevoli eccezioni, infatti, lo spazio dedicato ai pasti a scuola non è altro che una normale aula attrezzata per mangiare, senza alcun addobbo o arredamento (a parte tavoli e sedie) che dia all’ambiente anche solo un lontano aspetto di luogo dedito al consumo del cibo. Mangereste volentieri in un ristorante che vi ricorda il vostro luogo di lavoro? Presumibilmente no.
Per questo motivo è importante che la mensa sia adeguatamente accogliente e confortevole. Ecco quali possono essere alcuni degli aspetti da controllare e, se necessario, da migliorare e correggere: 

 •       Il colore delle pareti - Il verde pisello di molte aule non è certo accogliente, mentre un colore troppo acceso (come il fucsia) non ricorda il cibo. Meglio optare quindi per colori che non disturbino gli occhi, che non siano uguali a quelli delle aule e che ricordino in qualche modo il cibo. Lo psicologo della scuola potrà certo dare qualche consiglio su questo argomento. 

•       L’odore - Non è bello entrare in una mensa che sa di disinfettante o di ospedale, ma la sanificazione dell’ambiente deve essere comunque effettuata. Allora, come ovviare a questo inconveniente? Se lo spazio mensa ha la cucina annessa, in genere non sussistono questi problemi; negli altri casi basta arieggiare brevemente l’ambiente dopo averlo pulito o usare prodotti con odori meno sgradevoli (o inodori) e non usare deodoranti nel tentativo di togliere l’odore di cibo dall’ambiente. 

•       L’arredamento - Questo aspetto è di estrema rilevanza, in quanto rappresenta lo spazio fisico nel quale gli alunni identificano il pasto a scola. Visto che la mensa scolastica è generalmente allestita in uno spazio adibito solo a questo scopo, la si può arredare senza problemi, come se fosse la sala di una trattoria o la cucina di casa. Per questo si può chiedere l’aiuto dei genitori, una vecchia credenza la si trova sempre da qualche parte. 

•       Il tavolo - Il modo in cui è apparecchiato è importante. Quindi è bene porre attenzione nel predisporlo ordinato (con tovagliolo, posate e bicchieri messi nello stesso modo rispetto al piatto), con una tovaglia decente (come la classica a scacchi rossi e bianchi, anziché quella rosa o verdina dei ristoranti di bassa categoria) e, perché no, con un segnaposto con il nome di ogni bambino. 

•       Gli addobbi - È meglio evitare di lasciare le pareti spoglie, in quanto contribuirebbero a creare un ambiente freddo e impersonale. Perché allora non addobbarle con cartelloni e disegni a tema alimentare fatti dagli alunni? Alle pareti si può anche appendere una lavagnetta con scritto il menù del giorno. 

•       Il comportamento del personale - Gli addetti mensa non devono essere frettolosi e scortesi. Bisogna lasciare ai bambini il tempo di mangiare con calma, altrimenti potrebbero imparare a mangiare di fretta troppo presto, una cattiva abitudine che di solito si acquisisce in età adulta. 

•       La cura del menù - Dovrebbe essere costruito rispettando sia le prescrizioni nutrizionali che i gusti dei bambini. Non mangiano mai il pesce? Allora chiediamo ai gestori del servizio mensa di preparare la platessa in hambugher anziché in filetti. Molto utile è anche l’abitudine di discutere in classe le caratteristiche nutrizionali del menù, per far comprendere ai bambini cos’hanno mangiato e in che modo il pasto in mensa ha contribuito a colmare i loro fabbisogni nutrizionali. 

•       Il comportamento dei docenti in mensa - Gli insegnanti che si assumono il compito di sorvegliare gli alunni in mensa, e quindi di mangiare con loro, devono attenersi al menù e non dare il cattivo esempio. Quindi è bene evitare frasi del tipo “Io non mangio la carne” e “Non mangio il prosciutto perché è grasso” oppure, peggio ancora, chiedere un menù personalizzato (tranne nel caso di motivi di salute specifici), come ad esempio carne e pesce cucinati sempre alla piastra e senza grassi. È inutile parlare di educazione alimentare se poi gli insegnanti che accompagnano i ragazzi in mensa sono i primi a dare il cattivo esempio. 

•       Il dialogo con i ragazzi - Affinché lo spazio mensa sia più adeguato possibile, è opportuno chiedere consiglio agli utenti, gli alunni, su come potrebbe essere allestito l’ambiente e su come si potrebbe cambiare il menù.

È chiaro che realizzare quanto esposto sopra richiederebbe un bel lavoro alla commissione mensa e nessun insegnante è obbligato ad impegnarsi in questo. Tuttavia i docenti sanno che il loro ruolo non finisce al suono della campanella e che condividono con i genitori il desiderio che agli alunni piaccia mangiare in mensa. Quindi con un po’ di impegno da parte di insegnanti, genitori e allievi si può progettare ed allestire uno spazio mensa adeguato ed un menù ben accetto da ragazzi e nutrizionisti.
Non bisogna però dimenticare che la sala mensa può essere sfruttata anche per tutte le lezioni di educazione alimentare che prevedano l’assaggio di cibi o prove di cucina, quindi più è carina meglio è.


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