L’educazione alimentare, questa “sconosciuta”. Se ne sente tanto parlare ma…cos’è esattamente? È a pieno titolo una disciplina scientifica, che ha il duplice ruolo di essere materia di insegnamento didattico e strumento di prevenzione e promozione della salute. Questo doppio ruolo è dovuto alla varietà delle tematiche abbracciate dall’educazione alimentare e all’impatto che esse possono avere sui comportamenti alimentari della popolazione, quindi sul suo stato di salute. Per questo l’educazione alimentare è una disciplina molto importante, al pari della matematica e delle lettere: se non si è capaci di leggere, scrivere e contare non è facile orientarsi nel mondo, così come non si avrà certo vita facile e buona salute se non si è capaci di mangiare bene e se non si conosce ciò che si mangia.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e la FAO (Food and Agriculture Organization) hanno dato una precisa definizione di educazione alimentare: processo informativo ed educativo per mezzo del quale si persegue il generale miglioramento dello stato di nutrizione degli individui, attraverso la promozione di adeguate abitudini alimentari, l’eliminazione dei comportamenti alimentari scorretti, l’utilizzazione di manipolazioni più igieniche degli alimenti ed un efficiente utilizzo delle risorse alimentari.

L’obiettivo dell’insegnamento dell’educazione alimentare, in diverse forme e contesti (quindi non solo all’interno delle scuole), è essenzialmente quello di istruire la popolazione sulla conoscenza del settore agroalimentare, toccando tanto gli aspetti tecnologici quanto quelli nutrizionali e gastronomici, al fine di diffondere una cultura alimentare e di promuovere comportamenti alimentari benefici per la salute. In poche parole si tratta di conoscere ciò che mangiamo e che effetti può avere sulla nostra salute.
A livello globale l’educazione alimentare comprende svariate strategie di intervento, che sfruttano diversi canali di comunicazione al fine di rendere più efficace possibile la diffusione di messaggi e modelli positivi. Fra i principali canali di comunicazione dell’educazione alimentare possiamo citare gli interventi nelle scuole, la distribuzione di opuscoli informativi a tutte le famiglie, la promozione di giornate a tema (con manifestazioni, dibattiti ecc), la pubblicità progresso, le rubriche di alcuni giornali e alcune trasmissioni radiotelevisive. Purtroppo però molti altri canali mediatici (soprattutto la pubblicità commerciale) minano fortemente il lavoro dell’educazione alimentare, diffondendo messaggi e modelli sbagliati; non c’è bisogno di fare nomi o esempi per capire a cosa ci si riferisce visto che ormai tutti, chi più chi meno, sappiamo che l’affidabilità dei messaggi di educazione alimentare lanciati da certe pubblicità e da alcune trasmissioni televisive sono tutt’altro che veritieri e non sono basati su concetti scientificamente validi. Per evitare che questi messaggi fuorvianti continuino a incidere in modo negativo sui comportamenti alimentari della popolazione, soprattutto di quella giovane, sarebbe utile che il Ministero della Salute trovi il modo di regolamentare i messaggi di “educazione alimentare” lanciati dalla pubblicità, anche se purtroppo passerà molto tempo prima che si possa giungere a questo importante traguardo.

Per monitorare gli effetti degli interventi di educazione alimentare, e quindi per valutarne il raggiungimento degli obiettivi prefissi, si può far riferimento alla sorveglianza nutrizionale, una disciplina che si occupa di descrivere, documentare e monitorare lo stato di salute e nutrizione della popolazione con riferimento ai comportamenti alimentari. In tal modo è possibile individuare e orientare opportunamente le strategie preventive e correttive, fra le quali rientra anche l’educazione alimentare.

In Italia si stanno attuando molti interventi di comunicazione ed educazione alimentare. Ne sono esempio tutte le campagne di promozione della salute diffuse dal Ministero della Salute e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (fra cui spiccano le “Linee guida per una sana alimentazione italiana”) ed i molteplici interventi promossi nelle scuole. Tuttavia in Italia mancano un controllo centralizzato degli interventi ed una pianificazione a lungo termine degli stessi; questo porta ad una situazione disomogenea, nella quale troviamo regioni e province nelle quali l’educazione alimentare è poco diffusa, altre in cui invece è tenuta in alta considerazione, oppure altre ancora nelle quali si promuovono iniziative per uno o due anni e poi non si fa più nulla per diverso tempo. Purtroppo questa mancanza di coordinazione fra i vari interventi e la pianificazione a breve termine fa loro perdere notevolmente di efficacia.
L’insegnamento dell’educazione alimentare, in qualsiasi ambito venga realizzato, non è però così semplice come si potrebbe pensare. Le tematiche correlate a questa disciplina sono infatti molte ed esistono poche figure professionali che possiedono un curriculum formativo adatto a poterle trattate tutte in modo sufficientemente completo. Per fare un esempio basta citare alcuni fra i temi principali di educazione alimentare: chimica, microbiologia, dietetica e nutrizione, tecnologie alimentari, valutazione sensoriale degli alimenti, storia e cultura alimentare, tecnologie della ristorazione, igiene, gastronomia, diritto alimentare, igiene dentale, zootecnia, botanica ecc. Leggendo questo elenco si può facilmente dedurre che per pianificare e condurre un percorso di educazione alimentare ci vuole il lavoro di squadra di diversi esperti oppure, nel caso delle scuole, di un team di insegnanti motivati che lavorino in modo interdisciplinare, eventualmente coadiuvati da un esperto, ad esempio da un dietologo o da un tecnologo alimentare. Questo per dire che non basta raccogliere e leggere opuscoli, libri e pubblicazioni per poter fare educazione alimentare.

Il portale Nutrienergia vuole quindi fornire strumenti, metodi, consigli e spunti a tutti coloro che abbiano intenzione di investire un po’ di tempo nell’educazione alimentare. L’invito è rivolto soprattutto a insegnanti, educatori e genitori, poiché hanno a che fare quotidianamente con la popolazione più giovane, alla quale è fondamentale insegnare comportamenti alimentari corretti in modo da avere, in futuro, degli adulti sani.

 


siete in: Educazione alimentare

 + frutta!