DECALOGO DELL'INFORMATORE SCIENTIFICO

Comunicare la scienza non è una cosa semplice e priva di etica, chi si impegna a divulgare l'informazione scientifica deve agire con consapevolezza e preparazione.
Tutto ciò vale anche per l'educazione alimentare, che è una disciplina di stampo scientifico, ma con una complicazione in più: gli italiani sono per la maggior parte convinti di saperla lunga su Alimenti&C., forti del "sentito dire" e delle leggende, detti e miti popolari. Diventa quindi ancora più importante che chi si assume l'incarico di fare l'educatore in campo alimentare si attenga a qualche piccola regola:

1. Partite dal presupposto che il vostro interlocutore non sa niente di niente di ciò che state dicendo, per cui spiegate i concetti in modo semplice ed essenziale, ma soprattutto evitate di dare pareri personali che potrebbero condizionare il pensiero di chi vi ascolta (ad esempio non descrivete i prodotti da agricoltura biologica osannandoli o condannandoli, ma illustrandoli per quello che sono, niente di più e niente di meno).

2. Se non siete sicuri di qualcosa, informatevi. L'educazione alimentare è una disciplina molto vasta ed è quasi impossibile che sappiate tutto di chimica, tecnologie alimentari, nutrizione, gastronomia, alimentazione e attività fisica ecc.

3. Ricordate sempre che il pensiero scientifico si fonda sulle ipotesi e sulla loro spiegazione pratica, per cui non fornite mai concetti che difficilmente potete spiegare o per i quali non esistono dimostrazioni scientifiche adeguate. Ad esempio, non potete dire "Un eccessivo consumo di zuccheri può portare al diabete" senza spiegare perché.

4. Nella programmazione degli interventi, pianificate e scegliete gli argomenti in base al livello culturale e/o di scolarizzazione del target.

5. Non puntate su concetti complessi, che rischiano di rendere incomprensibili o poco assimilabili i concetti fondamentali.

6. Non sempre è facile spiegare concetti scientifici a chi non ha un adeguato retroterra culturale. Ricorrete quindi a paragoni con la vita di tutti i giorni o con oggetti comuni.

7. Stimolate sempre l'interesse dei vostri interlocutori puntando su avvenimenti, pensieri e situazioni con cui le persone hanno comunemente a che fare.

8. Prima o poi vi sentirete dire "Ma io ho letto sul giornale che...". Non reagite in modo aggressivo e non sminuite l'articolo o il giornalista, ma chiedete al vostro interlocutore di leggere assieme l'articolo e commentarlo, sfatando o confermando le varie affermazioni e motivando il tutto con una spiegazione logica.

9. Numeri alla mano. Quando divulgate una notizia (ad esempio: il consumo di pomodori è notevolmente aumentato negli ultimi anni) date sempre il riferimento di indagine, cioè chi ha fornito questi dati? L'ISTAT? Il Ministero delle politiche agricole e forestali?

10. Riassumete frequentemente il filo del discorso ed effettuate collegamenti fra i vari argomenti (non si può parlare solo ed esclusivamente di pane, è meglio collegarlo agli alimenti ad esso nutrizionalmente simili, alla piramide alimentare ecc).

 


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