I DESTINATARI

Pensare che l’educazione alimentare sia solo una materia di insegnamento scolastico è sbagliato. L’inserimento di questa disciplina nella didattica delle scuole è certamente importante, ma è altrettanto importante promuovere attività di educazione alimentare per tutta la popolazione. Ognuno ha infatti le proprie esigenze nutrizionali, il proprio stile di vita, le proprie caratteristiche fisiologiche, i propri gusti e la propria cultura. Non si può quindi pensare che l’educazione alimentare sia solo una “materia di scuola”. È invece una disciplina di interesse comune, che assume diverse forme in base al contesto in cui si inserisce. Il Corso di degustazione del vino organizzato dalla Biblioteca Comunale, ad esempio, non è forse educazione alimentare? I destinatari dell’educazione alimentare sono quindi molti, praticamente tutti noi, comprese le persone che curano questo sito.
Da un lato abbiamo la popolazione adulta in genere che, stando alle statistiche, per buona parte non segue una sana alimentazione ed è sempre più soggetta a malattie legate all’alimentazione, come obesità, diabete, cardiopatie ecc.
Dall’altro lato abbiamo la popolazione in crescita o in età anziana, che hanno fabbisogni nutrizionali e condizioni socio-psicologiche diverse; bambini e adolescenti devono imparare a mangiare correttamente ed a conoscere ciò che mangiano, perché essere obesi da giovani predispone infatti a molte malattie in età adulta; gli anziani hanno bisogno di seguire precise regole nell’alimentazione, ma sono anche coloro che incorrono più facilmente in comportamenti alimentari scorretti, a causa della solitudine o di problemi di salute.
Non possiamo certo dimenticare coloro che devono provvedere per primi ed in modo quotidiano e diretto alla vera e propria educazione alimentare dei giovani, cosa tutt’altro che facile: i genitori.
Infine ci sono infine le così dette “categorie particolari”, come le donne in gravidanza, gli sportivi, i malati, gli allergici, gli intolleranti ecc. Queste persone, a causa della loro particolare situazione fisiologica, hanno bisogno di seguire regole alimentari un po’ diverse dalle persone “normali”, per questo è importante che abbiano a disposizione tutti i mezzi e le nozioni necessari per fronteggiare al meglio la propria alimentazione particolare.
Tutti noi, quindi, siamo dei potenziali destinatari di una lezione di educazione alimentare. Tuttavia la popolazione italiana presenta un particolare profilo, che chiunque si accinga a trattare di alimenti e alimentazione non può trascurare. Gli italiani sono in genere molto disponibili a partecipare ad interventi di educazione alimentare o ad essere informati in merito alle tematiche ad essa correlate, ma sono anche fermamente convinti di saperne già molto su questi argomenti, perché? Perché fanno molto affidamento sulle proprie intuizioni, sui concetti tramandati dalla saggezza popolare e su ciò che leggono sui giornali o sentono alla televisione e alla radio. Questo è probabilmente dovuto alla tendenza generale ad una mancanza di pensiero scientifico, secondo il quale un’affermazione è vera solo se dimostrata da prove sperimentali valide e riproducibili. Chiunque voglia fare educazione alimentare deve quindi tenere debitamente conto anche di questa particolarità del popolo italiano, pena lo scontro contro un muro di proverbi, credenze popolari e “l’ho sentito alla televisione”.


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