IDEE IN CUCINA 

Non c'è niente da fare: i bambini, chi più chi meno, hanno un'avversione nei confronti di pesce, frutta, verdura e legumi. Questa avversità ha radici socio-antropologiche derivanti dal fatto che nei secoli passati i prodotti della terra (verdura, frutta e legumi) caratterizzavano i ceti più bassi della popolazione, mentre ai ricchi erano riservate carne e selvaggina.
Come smussare allora questa avversione alimentare? Con un po' di fantasia, anche se può richiedere più "spadellamento" da parte delle mamme e dei papà indaffarati e con poco tempo da dedicare alla cucina.
Per quanto riguarda le verdure si sconsiglia di servirle semplicemente bollite o lessate. Si tratta infatti di cotture che incidono in modo fortemente negativo sul valore nutrizionale (determinano perdite di consistenti in nutrienti) e non sono molto gradite ai bambini. Il minestrone ed il passato di verdura piacciono ad alcuni bambini, mentre ad altri no, ma possono essere sostituiti da creme con crostini. Vanno invece benissimo le verdure sbollentate e poi gratinate al forno con pangrattato e/o formaggio, grigliate, saltate in padella, in sformatini, nelle lasagne al ragù di verdure, al forno, in polpette e crude a listarelle o cubetti. Puntate molto sulla fantasia, combinando i colori e, dove possibile, creando disegni o immagini nel piatto; meglio evitare un uso eccessivo di spezie e aromi, che coprono il vero sapore e non sempre sono graditi.
Al termine del pasto, o per merenda, il bambino dovrebbe mangiare la frutta. Meglio evitare la frutta cotta o grattugiata, che non tutti apprezzano. È consigliabile puntare invece sulle macedonie e sulla frutta cubettata, scolpita in varie forme, ridotta in purea per fare polpettine dolci, abbinata allo yogurt (per la merenda) o trasformata in dolci (anche se consumare frutta in dolci non dev'essere un'abitudine). Giocate sempre con forme e colori, che la frutta offre in ampia gamma.
I legumi possono essere inseriti in zuppe, minestre, sughi, insalate o utilizzati per fare creme e salse, ma anche in piatti a sé (come ad esempio i fagioli al pomodoro, che ai bambini possono ricordare i fagioli che i cowboy consumano in film e fumetti). Anche in questo caso la scelta è ampia come per le verdure e permette di giocare con forme e colori.
Il pesce è un alimento molto importante, per cui è fondamentale che i bambini lo mangino, sin dalla più tenera età. La bollitura e la lessatura sono sconsigliate anche per questo alimento, che può essere invece preparato alla piastra, oppure "mimetizzato" in polpette e hamburger, ma anche cucinato con ricette che ai bambini in genere piacciono (alla pizzaiola, gratinato al forno, tipo cotoletta ecc).
Come gestire invece la merenda, per evitare che il bambino consumi merendine e "schifezze" in genere? Prima di tutto è importante abituarlo da subito a non consumare questi prodotti ed evitare di comprarli o, se li si acquista per se stessi, nasconderli alla sua vista e non farsi vedere mentre li si consuma. In secondo luogo è consigliabile fare merenda con i propri figli, quando possibile, o preparargliela già pronta se non si può essere presenti al momento del consumo; per questo scopo è possibile chiedere aiuto a baby-sitter, nonni o a fratelli e sorelle maggiori.
Quale merenda? Tutto ciò che non sia "schifezze" va bene: frutta (sia fresca che in spremuta o gelatina), yogurt, latte, biscotti, panini con la marmellata. Meglio variare e non dare al bambino sempre le stesse cose, per evitare la monotonia, e coinvolgerlo nella preparazione delle pietanze.
Lo stesso discorso vale anche per la merenda da portare a scuola, anche se in questo caso la merenda "casalinga" subirà l'inevitabile concorrenza da parte delle merendine e degli snack; un solido retroterra di abitudine alla sana merenda e la mancanza di "schifezze" a casa permettono però di sostenere bene questa concorrenza.
Un aspetto importante, che permette di far mangiare di tutto ai bambini, è il gioco. A tavola giocate con loro: gli spicchi del mandarino possono diventare le barchette di una flotta e trasformare tutto il pasto in una storia o in un'avventura. Potete anche giocare a dare nomi particolari ai piatti: i fagioli al pomodoro possono essere i "Fagioli di Bud Spencer".
Date sfogo alla fantasia e tornate un po' bambini, ma soprattutto non permettete che le avversioni alimentari dei membri adulti della famiglia giungano alle orecchie dei piccoli, che per imitazione non vorranno più mangiare ciò che non piace agli altri; a lungo andare questa avversione imitata può trasformarsi in un'avversione vera e propria, per abitudine.


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